L’inverno 2011/2012 era cominciato in sordina. Sembrava uno di quegli inverni che sarebbero passati senza lasciare particolari ricordi di sé. Non un acuto, non un fatto eclatante, solo noia meteorologica. Dicembre e gennaio paralizzati da un ingombrante anticiclone delle Azzorre (dagli appassionati di freddo e neve soprannominato Maiale per ovvi motivi), sempre incombente. Iperprotettivo nei confronti della nostra penisola. Sempre pronto ad abbracciarci per difenderci dalle rare incursioni di aria fredda, prodigo di venti secchi, tepore, seccume, aridità.